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Armoniche cromatiche in diverse tonalità

Come mai esistono armoniche cromatiche in diverse tonalità?

D’altra parte, se un’armonica è cromatica significa che contiene tutte le note del sistema musicale. Quindi se ho tutte e dodici le note, comprese le alterazioni diesis e bemolle, posso suonare in tutte le tonalità.

Perché, quindi, esistono armoniche cromatiche in tonalità diverse dal DO/DO#?

L’armonica cromatica

Rifreschiamoci la memoria: l’armonica cromatica è uno strumento incredibilmente versatile, capace di produrre tutte e 12 le note della scala occidentale in ogni ottava. Questa caratteristica unica consente ai musicisti di eseguire melodie in qualsiasi tonalità utilizzando una sola armonica.

Ogni produttore principale di armoniche ha almeno un modello cromatico nel suo catalogo. Le estensioni più diffuse sono a 10, 12, 14 o 16 fori. Su quattro fori si estende un’ottava. Di conseguenza le cromatiche a 10 fori coprono 2 ottave e mezzo, a 12 si estendono su 3 ottave, con 14 fori coprono 3 ottave e mezzo, mentre sulle armoniche cromatiche a 16 possiamo suonare su quattro ottave complete.

East Top T 10 (10 fori)

Seydel Deluxe Steel
12 fori
Suzuki Chromatix 56
14 fori
Seydel Symphony 64
16 fori

La ragione principale dietro a cromatiche di varie di tonalità risiede nella necessità di estendere le possibilità di espressione musicale dello strumento. Sebbene sia possibile suonare una vasta gamma di note con una sola armonica, ogni tonalità ha i suoi limiti in termini di estensione e di effetti disponibili. (“…non è colpa mia, mi disegnano così!“)

Ad esempio, su un’armonica cromatica di tonalità DO, non è possibile suonare contemporaneamente un MI e un LA. Tuttavia, su armoniche di tonalità diverse come SOL o LA, questa combinazione è facilmente realizzabile. Questa flessibilità è fondamentale per interpretare brani che richiedono note al di fuori della possibilità fisica di un’armonica a causa della disposizione nelle note (l’accordatura di cui parliamo tra poco).

Molti musicisti preferiscono possedere diverse armoniche cromatiche per coprire tutte le tonalità possibili.
Alcuni musicisti, infatti, imparano a suonare tutto nella cromatica in tonalità di DO e, se devono eseguire una melodia in una tonalità diversa, semplicemente prendono un’armonica cromatica di quella tonalità e suonano gli stessi fori, come se stessero usando lo strumento in DO. Questo approccio, sebbene funzionale, può essere scomodo e non sempre pratico.

Estensione e Timbrica


È utile considerare anche l’estensione di ciascuna tonalità di armonica cromatica. Ad esempio, un’armonica cromatica intonata in LA avrà una timbrica più grave rispetto a una intonata in DO, a scapito delle note più alte. Questa differenza nell’estensione può influenzare la scelta della tonalità più adatta per un determinato brano o stile musicale.

Un altro fattore da considerare è la disponibilità di tonalità specifiche per le armoniche cromatiche a 16 fori. Questo formato di armonica, grazie alla sua vasta estensione, è generalmente disponibile solo in tonalità DO. Data la loro estensione sonora, non c’è spesso bisogno di offrire alternative in altre tonalità.

Accordatura

L’accordatura è un altro aspetto importante delle armoniche cromatiche. La maggior parte di esse è accordata in “solo”, ma esistono anche intonazioni alternative, come l’intonazione “Orchestra”, offerta dalla Seydel che regala ulteriori possibilità espressive.

Accordatura Solo (sopra) e Accordatura Orchestra (sotto)

Persino musicisti esperti, come Robert Bonfiglio, utilizzano armoniche cromatiche in tonalità diverse per ampliare le loro capacità esecutive. Bonfiglio, noto armonicista specialmente nella musica classica, usa occasionalmente un’armonica cromatica in Si per eseguire frasi legate con maggiore fluidità. Questo gli consente di ottenere una maggiore espressività e versatilità nella sua performance, dimostrando che la scelta della tonalità può influenzare significativamente l’interpretazione musicale.

In sintesi, la varietà di tonalità disponibili nelle armoniche cromatiche offre una flessibilità e una versatilità senza pari. Possedere diverse tonalità consente ai musicisti di affrontare una vasta gamma di brani e stili musicali, ampliando le loro capacità esecutive e espressive. E questo accade anche nel Blues, dove armonicisti anche cromatici come Gary Primich, William Clarke, Paul Delay, Rod Piazza utilizzano armoniche cromatiche in tonalità differenti rispetto al DO per suonare in maniera più interessante e musicale.