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John B.Sebastian – the Lovin Spoonful

John B. Sebastian (New York, 17 marzo 1944) è un cantautore, chitarrista e armonicista statunitense, noto soprattutto per essere stato il leader e il fondatore della band folk rock The Lovin’ Spoonful, entrata a far parte nel 2000 della Rock and Roll Hall of Fame. Sebastian ha avuto anche una carriera solista di successo, partecipando al celebre festival di Woodstock nel 1969 e scrivendo la sigla della popolare sitcom Welcome Back, Kotter nel 1976. Sebastian ha suonato l’armonica in diversi brani di altri artisti, tra cui il famoso Roadhouse Blues dei Doors, registrato nel 1970.

Biografia

Sebastian nacque a New York il 17 marzo 1944, figlio di John Sebastian, un famoso armonicista classico, e di Jane Alexander, una cantante e attrice. Fin da bambino si appassionò alla musica, imparando a suonare l’armonica, la chitarra e il pianoforte. Cresciuto nel Greenwich Village, frequentò la scena folk e blues della città, conoscendo artisti come Bob Dylan, Fred Neil, Tim Hardin e altri. Nel 1964, formò il suo primo gruppo, The Even Dozen Jug Band, con cui incise un album per la Elektra Records. L’anno successivo, fondò The Lovin’ Spoonful, insieme a Zal Yanovsky, Steve Boone e Joe Butler. Il gruppo ebbe un grande successo, grazie a canzoni come Do You Believe in Magic, Daydream, Summer in the City e altre, che mescolavano elementi di folk, rock, blues, country e pop. Sebastian lasciò il gruppo nel 1968, per intraprendere la carriera solista.

Nel 1969, Sebastian partecipò al festival di Woodstock, dove si esibì in una memorabile performance acustica, suonando canzoni come I Had a Dream, Darling Be Home Soon e Younger Generation. Nel 1970, pubblicò il suo primo album solista, John B. Sebastian, che conteneva brani come She’s a Lady, Magical Connection e How Have You Been. Negli anni successivi, pubblicò altri quattro album, The Four of Us, Tarzana Kid, Welcome Back e Cheapo-Cheapo Productions Presents Real Live John Sebastian, che non ebbero lo stesso successo del primo. Il suo maggior successo solista fu la canzone Welcome Back, scritta come sigla della sitcom Welcome Back, Kotter, che raggiunse il primo posto nella Billboard Hot 100 nel 1976. Sebastian continuò a suonare e a registrare negli anni successivi, collaborando con altri artisti, come David Grisman, NRBQ, Crosby, Stills & Nash e altri. Nel 2000, entrò nella Rock and Roll Hall of Fame con i The Lovin’ Spoonful.

Influenze musicali

Sebastian è stato influenzato da diversi generi e artisti musicali, tra cui il folk, il blues, il rock, il country e il pop. Tra le sue principali influenze, ci sono stati Woody Guthrie, Lead Belly, Mississippi John Hurt, Blind Lemon Jefferson, Sonny Terry, Brownie McGhee, Lightnin’ Hopkins e altri maestri del folk e del blues. Sebastian ha anche ascoltato e apprezzato artisti come Elvis Presley, Chuck Berry, Buddy Holly, The Beatles, The Rolling Stones, The Byrds, The Band e altri pionieri del rock and roll. Sebastian ha anche avuto una forte influenza dal suo padre, John Sebastian, che gli ha insegnato a suonare l’armonica e gli ha trasmesso l’amore per la musica classica. Sebastian ha anche avuto una grande passione per la musica tradizionale americana, come il jug band, il bluegrass, il ragtime e il gospel.

Strumentazione

Sebastian ha usato diversi tipi di armoniche, microfoni e amplificatori nel corso della sua carriera, a seconda del genere musicale e del contesto in cui suonava. Per l’armonica, Sebastian ha usato principalmente dei modelli diatonici, cioè quelli che possono suonare solo le note di una scala diatonica, come quella maggiore o minore. Sebastian ha usato soprattutto delle armoniche della marca Hohner, tra cui spicca la Marine Band.

Per sound tipico degli anni 60 – specialmente quello di Roadhouse Blues per il quale John B Sebastian è maggiormente famoso all’armonica – serve un amplificatore facilmente saturabile e che “mangi” i microfoni.

Fender Custom 57 Champ
vht special 6
VHT Special 6

Questi due ampli sono ottime scelte alternative su due prezzi diversi, ma senza essere costretti a rinunciare al suono. Entrambi possono essere “nutriti” sia con un microfono Bullet che con uno stelo come un 545 (utile anche se – su palchi più grandi dove serve più spinta, ma ci sono le spie – dovete microfonare l’ampli).

Shure 545 – Doppia Impedenza
Un ottimo Bullet moderno: Harp Blaster HB52